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Marcesina
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mwcwMarcésina (mwdaMerck-wisen o mwdqMarchbisen in mwdgcimbrocite-ref-1[1]) conosciuta anche come mwewPiana di Marcésina (o della Marcésina), è un vasto pianoro situato nella parte nord-est dell'mwfaAltopiano dei Sette Comuni, tra la mwfqprovincia di Vicenza e la mwfgprovincia autonoma di Trento. Per la sua orografia e per il clima rigido viene denominata "mwfwla mwgaFinlandia d'mwgqItalia".

«Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero come sarebbe triste il mondo.»


Contents

Clima
Storia
Eventi
Note

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Geografia

La gran parte della piana si trova in mwhgVeneto, nel territorio del Comune di mwhwEnego, interessando anche i Comuni di mwiaFoza, mwiqGallio ed mwigAsiago. La parte settentrionale ricade invece entro gli ambiti amministrativi del Comune di mwiwGrigno, in mwjaTrentino-Alto Adige.

Clima

Marcésina è nota per essere un luogo molto freddo pur trovandosi ad una quota media di appena 1400 metri s.l.m.cite-ref-2[2] Ciò è dovuto alla sua particolare posizione e alla sua conformazione. Il 1º marzo 2005 la stazione meteorologica ARPAV, posta a 1310 m (località Rendole), registrò una temperatura minima di -34mwkw °Ccite-ref-3[3].

Ambiente

La zona riveste una notevole importanza dal punto di vista storico e naturalistico. Sono presenti due mwnwtorbiere, ambienti umidi protetti inseriti dall'Unione europea nella Rete Natura 2000 come area mwoaS.I.C. e Z.P.S., con particolarità botaniche e faunistiche. La Z.S.C."Altopiano dei Sette Comuni" è individuata con il codice IT3220036 ed ha una superficie di circa 15.000 ha. Le due torbiere, "mwoqPalù di San Lorenzo" e "mwogPalù di sotto", hanno la caratteristica di avere un diverso stadio d'evoluzione costituendo un interessante biotopo artico relitto di un complesso di aree umide un tempo molto più esteso.

Tra le specie rare ed endemiche vanno annoverate le mwpapiante carnivore (quali la mwpqmwpgDrosera rotundifolia) e il relitto artico mwpwAndromeda polifolia, quest'ultima scoperta per la prima volta proprio a Marcesina nel 1703. È presente inoltre una ricchissima fauna invertebrata; l'area è inoltre un importante sito per la sosta di un considerevole numero di uccelli migratori legati all'ambiente acquatico.cite-ref-autogenerato1-4-0[4]

I boschi di abete rosso che circondano il pianoro costituiscono invece l'habitat di numerosi mammiferi: sono presenti il mwrgcapriolo, il mwrwcervo, la mwsavolpe, il mwsqtasso, la mwsgfaina, la mwswmartora, l'mwtaermellino, l'mwtqarvicola delle nevi e i pipistrelli mwtgmolosso di Cestoni, mwtworecchione bruno e mwuarinolofo maggiore.cite-ref-autogenerato1-4-1[4] Nel 2006 è stato riavvistato anche l'mwvqorso (scomparso dall'altopiano nel 1856) mentre negli anni successivi è tornato il mwvglupo.

Una grande parte delle foreste della Piana è scomparsa a causa delle fortissime raffiche di vento durante il mwwaMaltempo sul Triveneto del 26-30 ottobre 2018 ("evento Vaia"), abbattendo milioni di alberi. Successivamente a questo evento ulteriori alberi sono stati tagliati a causa di una grave infestazione da bostrico.

Storia

La piana era anticamente utilizzata dai montanari dei Sette Comuni quale vasto pascolo per il bestiame bovino e ovino; in seguito fu aspramente contesa con i pastori della mwyqValsugana. Lungo l'attuale confine tra Veneto e Trentino esiste il "sentiero dei Cippi", che segue i perimetri confinari delle due Regioni, formato da oltre trenta cippi in pietra, disposti nel mwyg1752 quali indicatori dell'allora confine tra la mwywRepubblica di Venezia e i mwzadomini asburgici. Solo nel 1750 infatti, grazie al Congresso di Rovereto, il mwzgdoge mwzwPietro Grimani e l'imperatrice mwaaMaria Teresa d'Austria provarono a metter fine all'antica controversia tra le due popolazioni individuando una linea di confine definitivo.cite-ref-5[5]

Nella parte nord di Marcésina si trova una piccola chiesetta dedicata a San Lorenzo, protagonista di alcune leggende locali. La chiesetta venne ricostruita nel 1925 dopo che i bombardamenti della mwbgprima guerra mondiale l'avevano quasi completamente distrutta. La zona fu interessata infatti da importanti eventi bellici durante la Grande Guerra, testimonianza ne fu uno dei mwbwCimiteri di guerra dell'Altopiano dei Sette Comuni presente sulla piana, dedicato alla memoria del Tenente mwcaRaffaele Stasi e che raccoglieva le spoglie di 2.356 soldati. Durante il mwcqsecondo conflitto mondiale sulla piana ci furono invece alcuni scontri tra la mwcgResistenza vicentina e reparti nazifascisti.

Siti archeologici

Presso Marcesina si trova il mweqriparo Dalmeri, sito archeologico preistorico oggetto da circa 20 anni di scavi da parte del mwegMuseo tridentino di scienze naturali. Il sito, per la ricchezza e la buona conservazione dei ritrovamenti, ha consentito di comprendere le abitudini, le attività e le modalità di sfruttamento del territorio montano da parte di uomini preistorici che vivevano nella zona circa 13.000 anni fa.

A Marcesina è visitabile (solo con una guida autorizzata dal Museo Tridentino di Scienze Naturali) anche la mwfaGrotta di Ernesto ove sono presenti diversi reperti preistorici risalenti a 9.000 anni fa, in particolar modo legati alla macellazione e conservazione degli animali, soprattutto stambecchi, orsi e cervi, delle cui ossa è piena la grotta.cite-ref-6[6]

Infrastrutture

La piana è priva di insediamenti urbani; le uniche costruzioni presenti sono le malghe d'alpeggio (pascolo di bovini e produzione del mwgwformaggio Asiago) e i cosiddetti "casoni", antiche abitazioni in legno e lamiera, utilizzate un tempo come riparo dai boscaioli. Sono presenti anche due rifugi ed un albergo.

Marcesina è raggiungibile attraverso varie strade militari, realizzate durante la Grande Guerra, alcune di queste asfaltate. Negli anni '70 è stata completata e rivista anche la mwjgmwjwBarricata-Straße", in parte realizzata dall'mwkaesercito austro-ungarico per mettere in comunicazione la Valsugana con le mwkqMelette: la strada, i cui lavori iniziarono allo scoppio della guerra, non venne mai totalmente completata per l'abbandono dei lavori nei primi anni di costruzione; la ripresa dei lavori, nel 1918 (con l'impiego di 6.000 prigionieri di guerra russi e migliaia di militari dei reparti tecnici imperiali), fu naturalmente troncata dalla fine della guerra.cite-ref-autogenerato2-7-1[7]

Escursionismo

Durante l'estate si possono percorrere i numerosi itinerari per la mwmamountain bike e per il trekking, mentre nella stagione invernale i sentieri si trasformano in un sistema di piste per lo mwmqsci nordico. Sono presenti anche itinerari per le passeggiate con le mwmgracchette da neve. Il sentiero dei Cippi conduce invece ai Castelloni di San Marco, un labirinto costituito da una serie di passaggi tra mwnacanyon, intervallati da almeno un centinaio di incroci o bivi e resi percorribili nel 1915-18 dai soldati italiani.

Eventi

La parte trentina della piana è sede dal 2022 di una tappa della manifestazione estiva denominata "Lagorai d'incanto". Tra gli artisti che si sono esibiti mwnwFrancesco Baccini nel 2022 e i mwoaMarlene Kuntz nel luglio 2023, dove in gran parte sono state suonate canzoni dell'album mwoqKarma Clima, incentrate sul cambiamento climatico.

Note

cite-note-11. Umberto Patuzzi, mwqaIl cimbro è ancora vivo, editrice artistica Bassano, 2020
cite-note-22. mwramwrqmwrgMonitoraggio sperimentale dei siti più freddi del Veneto, su mwrwcaiasiago.it mwsa(archiviato dall'mwsqurl originale il 22 marzo 2008).
cite-note-33. mwtqmwtgmwtwIl clima di Marcesina, su mwuarifugiomarcesina.it.
cite-note-autogenerato1-44. mwvgmwvwmwwaMarcesina - Sito Natura 2000mwww, su mwywarpa.veneto.it. mwzaURL consultato il 19-02-2013.
cite-note-55. mw0amw0qmw0gSentiero dei Cippi 1752, Enego Marcesina, Altopiano di Asiago, su mw0wmagicoveneto.it. mw1aURL consultato il 19-02-2013.
cite-note-66. mw2amw2qmw2gLa Grotta di Ernesto, su mw2wtrentinocultura.net mw3a(archiviato dall'mw3qurl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-autogenerato2-77. Luca Girotto, mw4w«Die Barricata Straße» - La strada della Barricata. L'ultima strada dell'Impero, Editore Silvy, 2013. ISBN 8897634370.

Bibliografia

• Paola Favero, mw6aSui sentieri delle leggende, Alberto Brazzale editore, Vicenza, 2001.
• Paola Favero, mw6gLa montagna di Enego e la Marcesina, Tuttagrafica, Cesuna, 1989.
• Gruppo Vicentino Studi Ornitologici "NISORIA", mw7aAtlante degli uccelli nidificanti nella Provincia di Vicenza, Gilberto Padovan editore, Vicenza, 1994.
• Luca Girotto, mw7g«Die Barricata Straße» - La strada della Barricata. L'ultima strada dell'Impero, Editore Silvy, 2013. ISBN 8897634370.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Marcesina

Collegamenti esterni

• mw-gServizio del TG1 sulla Piana di Marcesina, su youtube.com.
• mwaqaGalleria fotografica sulla Piana di Marcesina, su flickr.com.
• mwaqiSentiero dei Cippi 1752, su magicoveneto.it.
• mwaqqRiparo Dalmeri sul sito APT Valsugana e Lagorai, su visitvalsugana.it.
• mwaqgLa Grotta di Ernesto sul sito di Trentino Cultura, su trentinocultura.net. URL consultato il 2 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).